Le tre discipline
- SEO Search Engine Optimization
- Il lavoro che rende un sito facile da trovare e da capire per i motori di ricerca come Google e Bing, perché le sue pagine compaiano fra i primi risultati quando qualcuno cerca ciò che offri. Conta come è costruita la pagina, quali parole usa, quanto è veloce, se si legge bene da telefono e quali altri siti la citano. È la base delle altre due: un sito che Google non riesce a leggere non lo legge nemmeno un'intelligenza artificiale.
- AEO Answer Engine Optimization
- Il lavoro che rende una pagina adatta a diventare la risposta diretta: il riquadro in cima a Google, l'AI Overview, la risposta letta da un assistente vocale. Ci si arriva scrivendo risposte chiare e brevi, organizzate in domande e risposte, e dichiarandole alla macchina con i dati strutturati.
- GEO Generative Engine Optimization
- Il lavoro che aiuta un brand a essere nominato da ChatGPT, Gemini, Perplexity o Claude quando scrivono una risposta. Queste intelligenze artificiali leggono molte fonti e citano pochissimi nomi: premiano il testo che si può estrarre, le fonti dichiarate, un brand riconoscibile anche fuori dal sito e, molto banalmente, il permesso di leggerlo.
Come i motori leggono un sito
- Crawler
- Il programma che un motore manda a visitare i siti seguendo i link da una pagina all'altra; quello di Google si chiama Googlebot. Se non riesce a leggere una pagina, per il motore quella pagina non esiste.
- Indicizzazione
- Il momento in cui il motore, dopo aver letto una pagina, la conserva nel suo archivio, l'indice, e può mostrarla nei risultati. Una pagina letta non è per forza indicizzata: può essere esclusa perché duplicata, quasi vuota o bloccata.
- robots.txt
- Un file di testo alla radice del sito (per esempio iltuosito.it/robots.txt) che dice ai crawler quali parti possono visitare. Una sola riga sbagliata può chiudere fuori Google o i crawler delle intelligenze artificiali. Fonte: Google Search Central
- Sitemap
- Un file, di solito sitemap.xml, che elenca le pagine del sito da far conoscere ai motori, con la data dell'ultimo aggiornamento. Non garantisce nulla, ma aiuta a scoprire in fretta le pagine nuove. Fonte: sitemaps.org
- URL canonico
- L'indirizzo che il sito dichiara come versione ufficiale di una pagina raggiungibile da più indirizzi, per esempio con e senza parametri. Evita che il motore divida il valore della pagina fra le sue copie. Fonte: Google Search Central
- hreflang
- L'indicazione che collega fra loro le versioni della stessa pagina in lingue diverse, così il motore mostra a ciascuno quella nella sua lingua. Le versioni devono dichiararsi a vicenda: se una tace, l'indicazione non vale. Fonte: Google Search Central
- Reindirizzamento redirect
- L'istruzione che manda automaticamente da un indirizzo a un altro. Il 301 significa trasferito per sempre e porta con sé il valore della pagina; le catene di reindirizzamenti rallentano la visita e disperdono quel valore. Fonte: Google Search Central
- Errore 404
- La risposta pagina non trovata. Un link che porta a un 404 è un link rotto: delude chi lo segue e spreca il tempo che i crawler dedicano al sito.
- HTTPS
- La versione cifrata del protocollo del web, quella del lucchetto nella barra del browser. Oggi è il minimo indispensabile: i browser segnalano come non sicuri i siti che non la usano.
Le etichette per le macchine
- Dati strutturati
- Etichette nel codice, invisibili a chi legge, che dicono alla macchina che cosa sta leggendo: questa è un'azienda, questo è un prodotto con il suo prezzo, questo è un articolo con la sua data, questa è una domanda con la sua risposta. Senza, il motore deve indovinare. Fonte: Google Search Central
- Schema.org
- Il vocabolario comune dei dati strutturati, nato nel 2011 da Google, Microsoft e Yahoo, a cui si è unita presto Yandex. Definisce i tipi di cose che si possono descrivere, come Organization, Product, Article o FAQPage, e le loro proprietà. Fonte: schema.org
- JSON-LD
- Il formato consigliato da Google per scrivere i dati strutturati: un blocco di codice separato dal testo della pagina, che si aggiunge e si corregge senza toccare il resto. Fonte: json-ld.org
- FAQPage
- Il tipo di Schema.org con cui si dichiara che un blocco della pagina è fatto di domande e risposte, così i motori e le intelligenze artificiali possono riprenderle direttamente. Fonte: schema.org/FAQPage
- Entità
- Una cosa riconoscibile e distinta, un'azienda, una persona, un luogo, un prodotto, che il motore sa identificare senza ambiguità. Un motore che sa che Rossi è quell'azienda lì, con quel sito e quei profili, può citarla; uno che vede solo una parola comune, no.
- sameAs
- La proprietà dei dati strutturati che collega il sito ai profili ufficiali della stessa entità altrove: Wikipedia, LinkedIn, i social. Aiuta le macchine a capire che si parla sempre della stessa azienda.
- Open Graph
- Le etichette che decidono titolo, descrizione e immagine con cui una pagina si presenta quando qualcuno la condivide su LinkedIn, WhatsApp, Facebook o X. Senza, ogni piattaforma sceglie da sé, spesso male. Fonte: ogp.me
Velocità ed esperienza
- Core Web Vitals
- Le tre misure con cui Google giudica l'esperienza di chi visita una pagina: LCP, INP e CLS. Google le usa fra i segnali con cui ordina i risultati. Fonte: Google Search Central
- LCP Largest Contentful Paint
- Quanto tempo passa prima che compaia l'elemento più grande della schermata iniziale, di solito un titolo o un'immagine. Per Google è buono sotto i 2,5 secondi. Fonte: web.dev
- INP Interaction to Next Paint
- Quanto in fretta la pagina reagisce quando la tocchi o fai clic. È buono sotto i 200 millisecondi. Dal 2024 ha preso il posto del vecchio FID. Fonte: web.dev
- CLS Cumulative Layout Shift
- Quanto si spostano gli elementi mentre la pagina si assesta: il pulsante che scappa proprio mentre stai per toccarlo. È buono sotto 0,1. Fonte: web.dev
- Lighthouse e PageSpeed Insights
- Gli strumenti gratuiti di Google che misurano una pagina in laboratorio e danno un voto da 0 a 100 a prestazioni, accessibilità, buone pratiche e SEO. PageSpeed Insights aggiunge, quando ci sono, i dati raccolti dai visitatori reali. Fonte: Chrome for Developers
Le risposte e le intelligenze artificiali
- SERP Search Engine Results Page
- La pagina dei risultati di un motore di ricerca: i link, i riquadri, le mappe e, sempre più spesso, una risposta scritta dall'intelligenza artificiale in cima.
- Snippet in evidenza
- Il riquadro in cima ai risultati di Google che riporta un estratto di una pagina come risposta diretta alla domanda, con il link alla fonte. Non si compra: ci si arriva scrivendo la risposta in una forma che la macchina possa ritagliare. Fonte: Google Search Central
- AI Overview
- La risposta generata dall'intelligenza artificiale che Google mostra sopra i risultati, citando alcune fonti. Chi è citato lì prende gran parte dell'attenzione; il resto della lista scorre sotto, spesso senza un clic. Fonte: Google Search Central
- Crawler AI
- I programmi che leggono i siti per conto delle intelligenze artificiali, come GPTBot di OpenAI, ClaudeBot di Anthropic e PerplexityBot. Si ammettono o si bloccano con una riga nel robots.txt, e molti siti li bloccano senza saperlo.
- llms.txt
- Un file di testo alla radice del sito che presenta alle intelligenze artificiali, in poche righe ordinate, che cosa fa il sito e quali pagine contano. È una convenzione proposta nel 2024 e ancora poco diffusa: proprio per questo chi ce l'ha si distingue. Ecco il nostro. Fonte: llmstxt.org
- Citazione
- Quando un motore generativo nomina un brand o indica una pagina come fonte della sua risposta. È il nuovo primo posto: in un paragrafo scritto dall'AI entrano pochissimi nomi.
- E-E-A-T Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness
- Esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità: il metro con cui le linee guida di Google valutano chi scrive e il sito che pubblica. Si costruisce con firme reali, una pagina chi siamo credibile, fonti citate e coerenza fra quello che dici di te e quello che dicono gli altri. Fonte: Google Search Central
- Backlink
- Un link da un altro sito verso il tuo. I link da siti autorevoli e pertinenti restano uno dei segnali più forti per i motori, e fuori dal sito costruiscono anche la riconoscibilità che le intelligenze artificiali premiano.
Il metodo di Bottega
- Agente AI
- Un programma basato sull'intelligenza artificiale che riceve un obiettivo, decide da sé dove guardare, mette insieme gli indizi e riferisce che cosa ha trovato. In Bottega sono sei, ciascuno con un mestiere, e lavorano per il consulente, non al suo posto.
- Il consulente
- La persona senior che in Bottega apre e chiude ogni lavoro: ascolta, sceglie che cosa conta, firma il piano e verifica le correzioni. Alla fiorentina lo chiamiamo maestro.
- Il primo sguardo
- L'analisi gratuita che parte incollando l'indirizzo del sito: in pochi minuti i tre voti, SEO, AEO e GEO, e i problemi trovati. Nessun accesso al sito, nessun impegno.
- Verifica al sorgente
- Il controllo, dopo ogni correzione, che la modifica sia davvero nel codice della pagina, indicando la riga. Non una spunta su un foglio: la prova.
- Voto e lettera
- Ogni disciplina riceve un voto da 0 a 100 e una lettera da A a F, e sotto il voto le aree che lo compongono. Nessuna media fra le tre: una media nasconderebbe l'area che va peggio.
- Impatto e sforzo
- Le due stime che accompagnano ogni raccomandazione: quanto può migliorare la visibilità e quanto lavoro richiede. Insieme dicono da dove conviene partire.
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