Glossario

Le parole della visibilità

38 parole che incontri nei nostri report e in ogni discorso su Google e sulle intelligenze artificiali, spiegate a chi non fa questo mestiere. Ogni voce ha il suo indirizzo: puoi mandarla a chi ti serve.

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Le tre discipline

SEO Search Engine Optimization
Il lavoro che rende un sito facile da trovare e da capire per i motori di ricerca come Google e Bing, perché le sue pagine compaiano fra i primi risultati quando qualcuno cerca ciò che offri. Conta come è costruita la pagina, quali parole usa, quanto è veloce, se si legge bene da telefono e quali altri siti la citano. È la base delle altre due: un sito che Google non riesce a leggere non lo legge nemmeno un'intelligenza artificiale.
AEO Answer Engine Optimization
Il lavoro che rende una pagina adatta a diventare la risposta diretta: il riquadro in cima a Google, l'AI Overview, la risposta letta da un assistente vocale. Ci si arriva scrivendo risposte chiare e brevi, organizzate in domande e risposte, e dichiarandole alla macchina con i dati strutturati.
GEO Generative Engine Optimization
Il lavoro che aiuta un brand a essere nominato da ChatGPT, Gemini, Perplexity o Claude quando scrivono una risposta. Queste intelligenze artificiali leggono molte fonti e citano pochissimi nomi: premiano il testo che si può estrarre, le fonti dichiarate, un brand riconoscibile anche fuori dal sito e, molto banalmente, il permesso di leggerlo.

Come i motori leggono un sito

Crawler
Il programma che un motore manda a visitare i siti seguendo i link da una pagina all'altra; quello di Google si chiama Googlebot. Se non riesce a leggere una pagina, per il motore quella pagina non esiste.
Indicizzazione
Il momento in cui il motore, dopo aver letto una pagina, la conserva nel suo archivio, l'indice, e può mostrarla nei risultati. Una pagina letta non è per forza indicizzata: può essere esclusa perché duplicata, quasi vuota o bloccata.
robots.txt
Un file di testo alla radice del sito (per esempio iltuosito.it/robots.txt) che dice ai crawler quali parti possono visitare. Una sola riga sbagliata può chiudere fuori Google o i crawler delle intelligenze artificiali. Fonte: Google Search Central
Sitemap
Un file, di solito sitemap.xml, che elenca le pagine del sito da far conoscere ai motori, con la data dell'ultimo aggiornamento. Non garantisce nulla, ma aiuta a scoprire in fretta le pagine nuove. Fonte: sitemaps.org
URL canonico
L'indirizzo che il sito dichiara come versione ufficiale di una pagina raggiungibile da più indirizzi, per esempio con e senza parametri. Evita che il motore divida il valore della pagina fra le sue copie. Fonte: Google Search Central
hreflang
L'indicazione che collega fra loro le versioni della stessa pagina in lingue diverse, così il motore mostra a ciascuno quella nella sua lingua. Le versioni devono dichiararsi a vicenda: se una tace, l'indicazione non vale. Fonte: Google Search Central
Reindirizzamento redirect
L'istruzione che manda automaticamente da un indirizzo a un altro. Il 301 significa trasferito per sempre e porta con sé il valore della pagina; le catene di reindirizzamenti rallentano la visita e disperdono quel valore. Fonte: Google Search Central
Errore 404
La risposta pagina non trovata. Un link che porta a un 404 è un link rotto: delude chi lo segue e spreca il tempo che i crawler dedicano al sito.
HTTPS
La versione cifrata del protocollo del web, quella del lucchetto nella barra del browser. Oggi è il minimo indispensabile: i browser segnalano come non sicuri i siti che non la usano.

Le etichette per le macchine

Dati strutturati
Etichette nel codice, invisibili a chi legge, che dicono alla macchina che cosa sta leggendo: questa è un'azienda, questo è un prodotto con il suo prezzo, questo è un articolo con la sua data, questa è una domanda con la sua risposta. Senza, il motore deve indovinare. Fonte: Google Search Central
Schema.org
Il vocabolario comune dei dati strutturati, nato nel 2011 da Google, Microsoft e Yahoo, a cui si è unita presto Yandex. Definisce i tipi di cose che si possono descrivere, come Organization, Product, Article o FAQPage, e le loro proprietà. Fonte: schema.org
JSON-LD
Il formato consigliato da Google per scrivere i dati strutturati: un blocco di codice separato dal testo della pagina, che si aggiunge e si corregge senza toccare il resto. Fonte: json-ld.org
FAQPage
Il tipo di Schema.org con cui si dichiara che un blocco della pagina è fatto di domande e risposte, così i motori e le intelligenze artificiali possono riprenderle direttamente. Fonte: schema.org/FAQPage
Entità
Una cosa riconoscibile e distinta, un'azienda, una persona, un luogo, un prodotto, che il motore sa identificare senza ambiguità. Un motore che sa che Rossi è quell'azienda lì, con quel sito e quei profili, può citarla; uno che vede solo una parola comune, no.
sameAs
La proprietà dei dati strutturati che collega il sito ai profili ufficiali della stessa entità altrove: Wikipedia, LinkedIn, i social. Aiuta le macchine a capire che si parla sempre della stessa azienda.
Open Graph
Le etichette che decidono titolo, descrizione e immagine con cui una pagina si presenta quando qualcuno la condivide su LinkedIn, WhatsApp, Facebook o X. Senza, ogni piattaforma sceglie da sé, spesso male. Fonte: ogp.me

Velocità ed esperienza

Core Web Vitals
Le tre misure con cui Google giudica l'esperienza di chi visita una pagina: LCP, INP e CLS. Google le usa fra i segnali con cui ordina i risultati. Fonte: Google Search Central
LCP Largest Contentful Paint
Quanto tempo passa prima che compaia l'elemento più grande della schermata iniziale, di solito un titolo o un'immagine. Per Google è buono sotto i 2,5 secondi. Fonte: web.dev
INP Interaction to Next Paint
Quanto in fretta la pagina reagisce quando la tocchi o fai clic. È buono sotto i 200 millisecondi. Dal 2024 ha preso il posto del vecchio FID. Fonte: web.dev
CLS Cumulative Layout Shift
Quanto si spostano gli elementi mentre la pagina si assesta: il pulsante che scappa proprio mentre stai per toccarlo. È buono sotto 0,1. Fonte: web.dev
Lighthouse e PageSpeed Insights
Gli strumenti gratuiti di Google che misurano una pagina in laboratorio e danno un voto da 0 a 100 a prestazioni, accessibilità, buone pratiche e SEO. PageSpeed Insights aggiunge, quando ci sono, i dati raccolti dai visitatori reali. Fonte: Chrome for Developers

Le risposte e le intelligenze artificiali

SERP Search Engine Results Page
La pagina dei risultati di un motore di ricerca: i link, i riquadri, le mappe e, sempre più spesso, una risposta scritta dall'intelligenza artificiale in cima.
Snippet in evidenza
Il riquadro in cima ai risultati di Google che riporta un estratto di una pagina come risposta diretta alla domanda, con il link alla fonte. Non si compra: ci si arriva scrivendo la risposta in una forma che la macchina possa ritagliare. Fonte: Google Search Central
AI Overview
La risposta generata dall'intelligenza artificiale che Google mostra sopra i risultati, citando alcune fonti. Chi è citato lì prende gran parte dell'attenzione; il resto della lista scorre sotto, spesso senza un clic. Fonte: Google Search Central
Crawler AI
I programmi che leggono i siti per conto delle intelligenze artificiali, come GPTBot di OpenAI, ClaudeBot di Anthropic e PerplexityBot. Si ammettono o si bloccano con una riga nel robots.txt, e molti siti li bloccano senza saperlo.
llms.txt
Un file di testo alla radice del sito che presenta alle intelligenze artificiali, in poche righe ordinate, che cosa fa il sito e quali pagine contano. È una convenzione proposta nel 2024 e ancora poco diffusa: proprio per questo chi ce l'ha si distingue. Ecco il nostro. Fonte: llmstxt.org
Citazione
Quando un motore generativo nomina un brand o indica una pagina come fonte della sua risposta. È il nuovo primo posto: in un paragrafo scritto dall'AI entrano pochissimi nomi.
E-E-A-T Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness
Esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità: il metro con cui le linee guida di Google valutano chi scrive e il sito che pubblica. Si costruisce con firme reali, una pagina chi siamo credibile, fonti citate e coerenza fra quello che dici di te e quello che dicono gli altri. Fonte: Google Search Central
Un link da un altro sito verso il tuo. I link da siti autorevoli e pertinenti restano uno dei segnali più forti per i motori, e fuori dal sito costruiscono anche la riconoscibilità che le intelligenze artificiali premiano.

Il metodo di Bottega

Agente AI
Un programma basato sull'intelligenza artificiale che riceve un obiettivo, decide da sé dove guardare, mette insieme gli indizi e riferisce che cosa ha trovato. In Bottega sono sei, ciascuno con un mestiere, e lavorano per il consulente, non al suo posto.
Il consulente
La persona senior che in Bottega apre e chiude ogni lavoro: ascolta, sceglie che cosa conta, firma il piano e verifica le correzioni. Alla fiorentina lo chiamiamo maestro.
Il primo sguardo
L'analisi gratuita che parte incollando l'indirizzo del sito: in pochi minuti i tre voti, SEO, AEO e GEO, e i problemi trovati. Nessun accesso al sito, nessun impegno.
Verifica al sorgente
Il controllo, dopo ogni correzione, che la modifica sia davvero nel codice della pagina, indicando la riga. Non una spunta su un foglio: la prova.
Voto e lettera
Ogni disciplina riceve un voto da 0 a 100 e una lettera da A a F, e sotto il voto le aree che lo compongono. Nessuna media fra le tre: una media nasconderebbe l'area che va peggio.
Impatto e sforzo
Le due stime che accompagnano ogni raccomandazione: quanto può migliorare la visibilità e quanto lavoro richiede. Insieme dicono da dove conviene partire.

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